C’è una nuova squadra sportiva che cresce da quest’anno: quella composta da 20 atleti con disabilità e 400 compagni di squadra, sostenuta grazie a Me-Cart e ai suoi clienti in All Inclusive Sport.
In realtà non è solo una squadra, è più una costellazione. Perché ogni bambina e bambino, ogni ragazza e ragazzo, brilla di luce propria e All Inclusive Sport ha lavorato al loro fianco singolarmente, per un intero anno sportivo, proprio per amplificare ognuna di quelle luci.
Per raccontarvi cosa è stato fatto in questo primo anno, possiamo solo tracciare delle linee immaginarie, proprio come si fa con le costellazioni, semplificando la complessità e lasciando il resto all’immaginazione.
Linea 1 – Tutti hanno scoperto una cosa che amano.
Loris adora il judo, Elena il basket, Frida il nuoto, e non lo sapevano. Asia ama fluttuare per la stanza sulle frequenze della musica. Mattia ama correre in discesa al massimo della velocità: cento volte al giorno risale la vetta, pur di godersi di nuovo quella corsa a perdifiato. Anche Adam a ciclismo ha scoperto la passione per la velocità, ma ha imparato a proprie spese che persino le passioni, a volte, vanno un po’ frenate.
Giulia ama gli altri bambini, tantissimo, anche se non ha le parole per dirlo: spalanca gli occhi e scalcia in acqua dalla gioia quando li vede arrivare, e lo ha scoperto in piscina perché il nuoto purtroppo oggi è l’unica occasione che ha per giocare con loro.
Linea 2 – Tutti hanno raggiunto almeno un obiettivo.
Obai si è allenato a tennis tavolo per un anno per aumentare i propri livelli di attenzione: concentrandosi sulle mosse dell’avversario, oggi ha imparato ad anticiparle. Youssef è riuscito a vincere le emozioni negative di un periodo critico ed è tornato più forte in campo. Emanuele ha trovato il suo compromesso per il contatto fisico coi compagni: lo accolgono nella fila del trenino, usando solo 2 dita.
Anche Gabriel ha raggiunto un grande risultato: portare a termine un intero anno sportivo senza mai mollare. Ha persino fatto meta gli ultimi giorni, ottenendo la tanto agognata carta Pokemon. Come ricompensa per l’anno prossimo però ha chiesto una pizza.
Linea 3 – Tutti hanno superato una paura. E le paure nei bambini hanno spesso a che fare con gli abbracci.
Consuela a dicembre era letteralmente abbracciata alla spalliera col terrore di cadere, a gennaio ha dato la mano a Simona, a maggio ha pattinato per la prima volta col gruppo. Davide a marzo ha lasciato la tavoletta a bordo vasca e ha dichiarato: “Adesso ho fiducia, ce la posso fare”. Rocco in 6 mesi è passato dagli abbracci del fratello a quelli dei compagni di squadra. Sebastiano in autunno ha lasciato che il suo papà si avvicinasse alla porta d’uscita, in inverno che la oltrepassasse, in primavera che salisse in auto per andare a fare la spesa durante gli allenamenti.
Poi c’è Alex, 5 anni, il più piccolo della squadra. Lui degli abbracci dei genitori non può proprio fare a meno. Per tutto l’inverno non ha fatto che scappare per il campo da rugby rincorso dalla sua Tutor, ma alla fine ha superato le proprie paure. Oggi, al grido di “Voglio salsiccia!!!” si tuffa sul sacco cilindrico del placcaggio, lo abbraccia forte e si sente al sicuro.
Questi sono solo frammenti di una storia infinitamente più grande.
Tracciare queste linee serve solo a intuire la complessità che si cela in una costellazione di 20 giovani atleti che stanno crescendo e che possono raggiungere più o meno luminosità, anche attraverso lo sport.
Grazie a tutti loro, a questi meravigliosi bambini e ragazzi, alle famiglie, ai Tutor e agli allenatori. E grazie ancora a Me-Cart e ai suoi clienti per aver scelto di percorrere con loro questo primo “anno luce”.
